TL;DR
- Oltre 100 deputati si oppongono al codice dell’EHRC.
- I critici avvertono che potrebbe segregare le persone trans.
- Il codice segue una controversa sentenza della Corte suprema.
- Nadia Whittome guida la battaglia contro il codice.
- Il sostegno pubblico ai diritti delle persone trans è in crescita.
Con una presa di posizione decisa a favore dei diritti delle persone trans, più di 100 deputati si sono uniti per contestare la bozza di Codice di condotta della Commissione per l’uguaglianza e i diritti umani (EHRC), che secondo i critici potrebbe portare all’esclusione e alla segregazione delle persone trans dai servizi essenziali. La mozione, promossa dalla deputata laburista Nadia Whittome, ha attirato notevole attenzione, con un numero di firmatari riportato tra 104 e 108 deputati, a dimostrazione di una crescente preoccupazione per le implicazioni di questo codice.
Whittome non ha usato mezzi termini, affermando: "Il Codice escluderà le persone trans dai servizi e dalle strutture che hanno utilizzato per molto tempo senza problemi, esponendole a un rischio maggiore di molestie e violenza e spingendole di fatto fuori dalla vita pubblica." Non si tratta solo di un piccolo ritocco alla politica; è una possibile revisione complessiva che potrebbe imporre la segregazione sulla base di definizioni biologiche del genere, una mossa che molti considerano regressiva e dannosa.

La bozza di codice, presentata al Parlamento il 21 maggio 2026, arriva all’indomani di una sentenza della Corte suprema del Regno Unito dell’aprile 2025. Questa sentenza ha definito in modo controverso i termini "woman" e "sex" nell’Equality Act 2010 in termini strettamente biologici, suggerendo che strutture come i bagni e i reparti ospedalieri dovrebbero essere segregate in base al sesso biologico. Le persone trans verrebbero relegate all’uso di bagni accessibili, chiudibili a chiave o unisex, una soluzione che molti considerano inadeguata e discriminatoria.
Con il dibattito che si fa sempre più acceso, Whittome e i suoi sostenitori stanno mobilitando il pubblico e i colleghi deputati affinché respingano questa linea guida. Un portavoce della Trans+ Solidarity Alliance ha dichiarato: "Più di cento deputati hanno firmato e hanno chiarito che questo codice è ingiusto, impraticabile e inaccettabile. Le persone trans in tutto il Paese guardano al proprio deputato per unirsi a questo coro crescente e respingere le linee guida." La urgenza del loro messaggio è chiara: un divieto dei bagni non è la strada da seguire per l’uguaglianza.

Anche Disability Rights UK è intervenuta, avvertendo che il codice aggiornato stabilisce un pericoloso precedente che potrebbe indebolire le caratteristiche protette e allontanare ulteriormente le persone trans e intersex dalla vita pubblica. Non si tratta solo di bagni; si tratta dei diritti fondamentali delle persone di accedere ai servizi senza timore di segregazione o discriminazione.
Mentre la presidente e l’amministratore delegato dell’EHRC si preparano a comparire davanti alla Women and Equalities Committee per discutere le linee guida in bozza, il pubblico si chiede: i deputati manterranno salda la loro posizione a sostegno dei diritti delle persone trans, o questo codice passerà inosservato, inaugurando un’era di segregazione imposta? La posta in gioco è alta e la comunità osserva da vicino.








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