TL;DR
- I clown stanno emergendo come simboli dell’identità queer.
- Artisti come Lollygag sfidano le norme tradizionali.
- Il clowning queer è vibrante nella vita notturna di NYC.
- Il clowning permette un’espressione di genere giocosa.
- L’archetipo del clown sovverte le aspettative sociali.
Nella sala sul retro di un gay bar a Bed Stuy, Brooklyn, un mullet giallo brilla sotto i riflettori. Entra in scena Lollygag il clown, vestito con una tuta imbottita che ricorda Ronald McDonald, completa di un colletto bianco in pizzo e di una faccina sorridente posizionata strategicamente sopra il cavallo dei suoi pantaloni. Il pubblico è rapito, non da un numero di danza sexy come i drag king prima di lui, ma da un atto bizzarro che coinvolge lecca-lecca e una canna già arrotolata. Mentre fatica a infilare la canna in un boccone di caramelle, la folla all’inizio resta perplessa, ma presto si rende conto che Lollygag non è solo divertente: è decisamente sexy.
I clown sono, in sostanza, figure queer? Nella fiorente scena clown Gen-Z di New York City, la risposta sembra essere un sì deciso. Locali come C’Mon Everybody e il vivace spazio eventi di Bushwick Rubulad sono diventati rifugi per il clowning queer, dove performer come Lollygag e altri transjesters stanno ridefinendo cosa significhi essere un clown. Miles, la persona dietro Lollygag, si è avvicinata al clowning durante la pandemia, ispirata dalle tendenze di TikTok. Racconta: "Ho solo dovuto superare l’ostacolo di accettare che ormai sto facendo un casino tutto il tempo." Con una macchinetta per tatuaggi in mano, Lollygag crea tatuaggi in stile “ignorant” — scarabocchi amatoriali ma affascinanti che risuonano nella comunità queer.

Il clowning non riguarda solo l’umorismo; riguarda la rottura delle regole e l’abbraccio della trasgressione. Miles spiega: "Il clowning consiste nel rompere le regole, riconsiderare le regole e anche nel risolvere problemi attraverso i dilemmi." È questo spirito punk ad alimentare la nuova ondata di clown di strada, che spesso si esibiscono in contesti non convenzionali anziché nelle tradizionali feste di compleanno. Lottie, una performer circense, riflette sull’attrattiva dello stile da clown di strada: “Vestiti funky e colori vivaci” sono una calamita per chi sfida le norme di genere.
Michelle Tea, editrice di Dopamine Books, sottolinea la queerità intrinseca dei clown. "I clown sono faggy," afferma senza mezzi termini, evidenziando come i clown mettano in discussione la mascolinità rigida con la loro sciatteria e apertura. Questa queerità non è solo una coincidenza; è un atto deliberato di sfida contro le norme sociali. Miles, un uomo trans, racconta di sentirsi "genuinamente euforico" nel trucco da clown, provando una sicurezza che trascende il drag tradizionale. Il clowning diventa una critica giocosa del genere, permettendo ai performer di esplorare le proprie identità in un modo al tempo stesso liberatorio e provocatorio.

Mentre la notte si svolge da C’Mon Everybody, Lollygag torna sul palco, questa volta con un blazer rosa baby e tacchi platform olografici. La sua performance si trasforma in una dimostrazione caotica ma magnetica, culminando nella rivelazione del suo "disco stick" — un riferimento giocoso all’assurdità dell’espressione di genere. Il pubblico è in visibilio, non solo per le risate ma anche per la pura audacia della performance.
I clown, soprattutto quelli queer, sfidano l’idea di innocenza tipicamente associata al loro archetipo. Affrontano temi scomodi con l’umorismo, creando uno spazio per la vulnerabilità e la connessione. Nel romanzo in uscita di Kristen Arnett, "Stop Me If You’ve Heard This One," il protagonista alter ego, un clown da rodeo di nome Bunko, naviga le complessità della queerità in un mondo ostile. Il clowning diventa un veicolo di trasgressione, consentendo ai personaggi di esprimere la propria identità in modi che la società spesso soffoca.

Miles riassume perfettamente questo sentimento: "L’esperienza di avere su di te gli occhi del clown... è una provocazione o una sfida a essere così vulnerabile." I clown, attraverso le loro buffonate, incoraggiano la società ad abbracciare la vulnerabilità e a sfidare lo status quo. Sono in prima linea nella resistenza contro il conservatorismo, usando l’umorismo come strumento di commento sociale.
In un mondo che spesso cerca di rinchiudere gli individui in categorie rigide, i clown queer ci ricordano di abbracciare l’assurdità della vita. Ci invitano a ridere, a mettere in discussione e a celebrare lo spettro colorato dell’esperienza umana. Quindi, la prossima volta che vedi un clown, ricorda: potrebbe essere la rappresentazione più autentica della queerità che incontrerai mai.






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